Ti ammiro nel silenzio della notte quando tutto tace,
quando i pensieri riescono a trovare pace.
M’incanti!
Perché quanto ti osservo così luminosa lassù
mi fai vedere le stelle dell’infinito,
gli spazi siderali in cui vorrei approdare…
Oh Dèa della notte
doma quest’anima nomade,
ferma il mio perenne pellegrinare in questo mondo
e portami in luoghi sconosciuti,
conducimi alla frontiera dell’ignoto.
Un giorno, vidi qui la luce e,
volto al cospetto degli Dèì,
mi fu dato il nome di Borea…
Per affermare la propria unicità di vento, mi dissero,
libero da tutto, distaccato e lontano dai coinvolgimenti umani,
libero nel scegliere i tempi, i luoghi e la compagnia,
insofferente a qualsiasi legame per ribadire questa unicità.
Questo era il volere degli dèì dell’Olimpo…
Non capì, allora, il fato che scelsi scegliendo il dìo dei venti…
…no, non immaginavo,
non sapevo,
davvero!
Oh Selen…
La mia mente sprizza scintille al passaggio della corrente celeste,
idee che non producono nulla di definitivo
perché troppo distolto dal momento presente,
pensando al futuro,
dimenticando il “conosciuto” per cercare il “conoscibile”…
Un vento che tende andare contro corrente
perché prova diletto a creare vortici che s’incuneano tra loro dando vita a deviazioni.
Un vento eretico che ha preso coscienza del fato sigillato nel suo nome…
Un vento eretico che,
volto al cospetto degli dèì,
s’infuria per essere pedina dei loro voleri…
Un vento eretico
…mi dissero che fui libero, ma la realtà
mi vede prigioniero in questo mondo…
Si, eresia, Selen…
Eresia pronunciano le mie parole in questa notte.
Un vento eretico contro gli dèi del cielo
prende vita e brama la distruzione di qualsiasi patto celeste!
Fu detto che ero libero
ma la voce del vento che ascolti
è chiuso nei quattro angoli di questo piccolo mondo.
Si, Selen, eresia.
Desidero diventare Vento Solare
per cavalcare gli spazi siderali e da lì,
andare oltre, galassia dopo galassia…
...da stella in stella…
Non posso mettere a tacere il mio impeto che diventa furia…
No, Selen, no, ascoltami…
Ascoltami almeno tu…
Qui non ho pace,
qui non ho dimora,
qui
non è "casa"
Oh, Selen ascolta…
Non vedi?
Non senti?
La mia eresia mi fa divenire folle, Selen…
Oh, Selen, in questa notte…
ascoltami almeno tu!
abbracciami almeno tu!
Accogli l’impeto e la dolcezza di questo canto della notte…
…abbracciami almeno tu…
…abbracciami almeno tu…
…almeno tu…
...abbracciami...
…ascoltami…
…almeno tu…
Portami
nel profondo blu
...nel blu...
Lì
dove sei
TU
...
On Air: Reverse Dreams - Ed Harcourt