sabato, 10 maggio 2008

Improvvisamente avvolto nell'abbraccio febbrile.
Non accadeva da anni e anni.
Forse qualcosa sta cambiando.
Troppo impegnato a pensare ad altro per accorgermene.
Ma ora ho il tempo per farlo perchè non ho altro a cui pensare.
Tutto si ferma mentre qualcos'altro acquista vivacità.
Giorni di assoluto immobilismo nel corpo.
Giorni di assoluto dinamismo mentale.
Ed è di notte che le porte si aprono
mentre mi guardo allo specchio
e osservo quei brividi freddi
tramutati in sudore.
Mi avvolgono e mi fanno tremare.
Tremo e mi indebolisco.
Sempre più.
Barcollo, sbando ma resisto.
Voglio
voglio e desidero rimanere in piedi.
Non mollo.
Non cerco rimedi.
Non cerco sostegni.
Non cerco attenzioni.
Non cerco cura.
Non cerco premura.
Non cerco mani nelle mani.
Resisto.
Insisto.
Proseguo.
Persevero.
Tiro
Stringo...
...e non mollo.
Non importa se barcollo.
Non importa se vacillo.
Voglio rimanere in piedi!
Desidero rimanere in p-i-e-d-i!
Mi osservo attentamente allo specchio.
I miei occhi, seppur affaticati, son vivi.
Il mio viso, seppur segnato, resiste.
Le mie labbra, seppur, screpolate, son calde.
Le mie mani, seppur tremanti, son forti.
Ho freddo, ho freddo ovunque
anche quando son davanti alla calda fiamma del fuoco
che arde e brucia davanti a me.
Coprirmi, devo coprirmi di più.
Ho freddo, ho freddo ovunque
ma dentro me risuonano dei pensieri
ma dentro me risuonano delle note
con veemenza
con irruenza
con impeto
con foga
con ardore
con fervore
nel mio tremore
del mio tremore
non ho timore
dentro me ho le note
le note di un pianoforte
che suona e che mi fa sentire forte
anche se striscio e arranco
continuo ad avanzare.
Non cerco rimedi.
Non cerco sostegni.
Non cerco attenzioni.
Non cerco cura.
Non cerco premura.
Non cerco mani nelle mani.
Non cerco
non cerco quello che fino a pochi giorni fa cercavo.
Improvvisamente avvolto nell'abbraccio febbrile.
Improvvisamente avvolto nell'abbraccio della chiarezza.
Improvvisamente avvolto nell'abbraccio della nitidezza.
Improvvisamente avvolto nell'abbraccio della trasparenza.
Improvvisamente.
Inaspettatamente.
Ciò che era importante prima
diventa oggi insignificante.
No, non lo è.
Non è delirio.
E' consapevolezza.
Nel mio delirio
son lucido.
No, non è determinazione.
E' freddezza.
No, non è confusione.
E' coscienza.
Ho freddo, ho freddo ovunque
ma dentro me risuonano dei pensieri
ma dentro me risuonano delle note
con intensità
con fermezza
con impeto
con fervore e passione
come dita che scivolano velocemente su un pianoforte
per suonare qualcosa che ancora non si è mai "ascoltato"
che si è tante volte “sentito”
ma che si è fatto finta di non “riconoscere”.



On air: New Zealand – Tiago Benzinho

 



Scritto da: Borea alle ore 11:47 | Permalink | commenti (16) Popup commenti (16)
categoria:venti del cambiamento