giovedì, 27 marzo 2008

E sei davanti a me
in silenzio.
Il tuo viso che si nasconde.
Tra i capelli, tra le mani.
Respiri a metà.
Prendo le tue mani tra le mie.
Occhi rossi a guardarmi
nel silenzio tra noi.
E io...e io...
ricordo tutto.
Ricordo che io non c'ero.
La prima volta, anni fa.
Ricordo che io non c'ero.
La seconda volta, anni fa.
Son passati anni su anni
e forse questa volta
questa volta io ci sarò.
Voglio ricordare di esserci stato.
Voglio ricordare di averti abbracciato
mentre il tuo viso si nasconde.
Tra i capelli e tra le mani.
Respiri a metà.
Mi tieni lontano.
Mi respingi.
Non ti lasci andare.
Forse sai
che ancora una volta non ci sarò.
Forse sai
che ancora una volta sarò assente
mentre tu
mentre tu con quel mantello nero
riattraversi gli angoli bui dell'anima.
Un viaggio mai finito.
E un amico mai trovato.
Io.
Ma ogni volta ritorni
per darmi una nuova possibilità,
la possibilità di esserci
con la speranza, forse, che io,
si, che io,
possa accendere una candela per te.
Per la prima volta.
Per illuminare l'uscita da questo regno dell'oscurità.
Per darti la speranza che la luce vive
che la vera vita dell'anima esiste
e che ti può guidare tra le braccia di un amico ritrovato.
Un amico che con te ha perso sempre.
I tuoi occhi rossi
mi ricordano di aver fallito
nel nome dell'amicizia.
Io ho fallito.
Io con te
ho fallito.
Troppo preso dentro a un mondo di plastica.
Troppo preso a inseguire chimere.
Troppo preso a cercare qualcosa che ancora oggi
non ho trovato e che forse mai troverò.
Troppo preso a far finta di niente in questo circo
chiamato vita.
Ti guardo e vedo la mia sconfitta.
La più amara.
La più sofferta.
Quella che non ho mai perdonato a me stesso.
Si, ti guardo
e vedo la mia sconfitta.
Io...
Io che credo nell'amicizia
ti ho lasciato andare nelle tue ore più oscure.
Non ho mai acceso una candela per te.
Non ho mai illuminato quel sentiero del ritorno.
Non ho mai fatto un passo nella tua dimora oscura.
Non ho mai allungato una mano verso di te.
Io...
Io non ho mai acceso una candela per te.
Per guidarti verso casa.
Per farti avvolgere nel calore di un abbraccio.
Per stringerti e dirti:
“Bentornata, piccola amica”.
Io...io...
queste parole non te le ho mai dette.
Io
non ero lì
non ero lì ad aspettarti
non ero lì a stringere tra le mani quella candela per te.
Io,
per due volte
non sono mai andato alla ricerca di quella candela.
Per te.
Ora mi guardi
silenziosamente.
Prendo le tue mani tra le mie.
Occhi rossi che si riflettono
nelle lacrime che trattengo.
E siamo qui
io e te.
Silenziosamente.
Guardi le mie mani.
Mani vuote.
Mani segnate dal tempo.
Tempo che mi ha tolto quasi tutto.
Tempo che mi ha restituito te.
Tempo che può tramutare una sconfitta
in una gioia da assaporare in tua compagnia.
In attesa del tuo ritorno.
Perchè io credo.
Perchè io credo.
Credo che tu ritornerai.
Io...
Io...
accenderò quella candela
che per te non ho mai cercato.
E rimarrò qui.
In attesa del tuo ritorno
mentre seguirai la luce di questa candela.
Così,
io e te
ci abbracceremo
e potrò chiederti
...perdono...

“Perdonami, se puoi.
Perdonami
per non aver mai acceso
questa candela per te.
...Perdonami...
...se puoi...”

 

e ti vengo a cercare

Foto: Bore@

Sottofondo: Into my arms - Nick Cave


Scritto da: Borea alle ore 20:31 | Permalink | commenti (18) Popup commenti (18)
categoria:pensieri nel vento, vento dell amicizia