Ieri è oggi, oggi è ieri.
E ieri
era Luna rossa.
In quest'arco temporale quello che ha avuto inizio conosce la sua fine.
Ripercorro, allora, a ritroso e metto ordine anche nel blog.
In questo giorno nulla deve rimanere in sospeso nel tempo.
Ogni tassello deve trovare il suo posto.
Ogni memoria deve trovare il suo archivio.
Ogni ricordo deve trovare il suo oblio.
Oggi è ieri, ieri è oggi.
Oggi è un nuovo mondo.
"Omnia sol temperat, purus et subtilis.
Novo mundo reserat faciem Aprilis.
Ad amorem properat animus herilis
Et iocundis imperat deus puerilis."(*)
Oggi,
un nuovo mondo.
Ancora una volta, il mondo si rivela.
E ripercorro altri archi temporali,
lì dove si anima la costante che non cambia.
Che non mi cambia.
Ritrovo quello che sempre sono stato,
perchè il tempo passa ma
non passa l'essenza che mi anima
anche in questo nuovo mondo
che oggi si rivela
nel momento in cui
ieri è solo ieri
e
oggi è solo oggi.
e
OGGI
è
Un Nuovo Mondo!
Lo straniero sulla terra è colui che non trova pace, né luogo dove soggiornare, colui che ha sempre gli occhi rivolti al cielo e che si sente prigioniero sul pianeta.
Egli ha sempre una forte nostalgia che non sa definire, si commuove se guarda le stelle e non riesce ad identificarsi con niente e nessuno.
Egli si sente legato agli elementi naturali, ama i sassi, la terra, il fuoco, l’acqua, l’aria limpida e cristallina, gli alberi maestosi e il vento, gli oceani e i deserti sconfinati, tutte le forme di vita, anche le più piccole, ma tutto ciò è per lui fonte di continuo stupore, meraviglia, come potrebbe essere meravigliato e affascinato un turista che visiti luoghi ameni e nuovi.
Lo straniero è un solitario spesso introverso che vorrebbe scappare sulle montagne più alte o sprofondare negli abissi marini.
È indipendente, sa bastarsi e può fare a meno di tutto e di tutti.
Sa amare profondamente ogni cosa, un filo d’erba come un altro essere umano, ma può rinunciare a qualunque affetto e può ritirarsi dentro di sé senza perdere l’amore per il Tutto.
Lo straniero vive nella terra di nessuno, non ha patria, né razza, né catene, e non è neppure cittadino del mondo perché egli si sente perso ovunque vada. Per lui non esistono differenze negli uomini o nei paesi, perché ogni paese lo affascina e lo respinge, perché ogni uomo è simile pur essendo diverso da lui.
Egli appartiene alla razza umana solo perché ne riveste l’abito, ma non riesce a identificarsi con nulla e nessuno.
Trascorre la sua vita tentando di scappare dal mondo, cercando altri spazi sconfinati e continua a porsi l’interrogativo:
"Qual’ è il mio posto?" e percorrendo ogni strada non lo troverà mai.
Lo straniero è senza tempo, egli vive costantemente il presente e non sa programmarsi il futuro, dimentica velocemente il passato.
Lo straniero non appartiene a nessuno e non desidera che nulla e nessuno gli appartenga.
Egli è vagabondo sulla terra, alcuni di loro senza pur mai rassegnarsi, cercano di trovare un adattamento, altri non ci riusciranno mai e rimangono vagabondi anche di fatto, oppure sconfinano nella alienazione, altri scoprono e accettano il compito per il quale sono venuti.
Per lo straniero possono trascorrere anche molti anni prima di comprendere il suo percorso, per questo, ogni tanto, altri stranieri indicano la strada.
Allo straniero non sono concesse certezze e sicurezze e se egli le crea, queste gli vengono distrutte, tolte e deve ricominciare da capo.
Egli sa dove è atteso con una valigia in mano e vive di elemosine dall’Universo.
Non ha amici e parenti, ma è l’amico più affettuoso e leale ed è disposto a lasciare tutto e tutti per rispondere alla chiamata, perché egli non appartiene a nessuno ed è di tutti.
Lo straniero è un ribelle, anticonvenzionale e difensore della giustizia assoluta, non ha regole e religione, e non conosce aggregamenti o partiti, lavora da solo, spesso sconfina nell’utopia e viene sacrificato dagli stessi che ha difeso e amato.
Lo straniero non comprende la sua realtà, è destinato a soffrire a lungo, la nostalgia di "casa" lo attanaglia per lungo tempo, non trova mai una sistemazione definitiva ed è vittima dei suoi mutamenti.
Si sente diverso dagli altri e non comprende il perché, cerca costantemente delle risposte che non trova e viene attratto da tutto ciò che appare fuori dalla norma.
Rifiuta schemi precostituiti, imposizioni, Maestri di ogni tipo, scuole e dottrine unilaterali, pur tuttavia continua la sua estenuante ricerca della sua verità.
Per il mondo spesso lo straniero è un disadattato, un anormale, da emarginare o da emulare.
Lo straniero è un riformista, ma anticipa sempre troppo i tempi e non vive mai in contemporanea con i suoi simili.
La sua vita umana è in genere molto complessa, piena di ogni tipo di esperienze, spesso contraddittorie, infatti può rivestire i ruoli più strani, si amalgama bene con qualsiasi ceto sociale, ma non rimane mai troppo a lungo nelle situazioni.
L’unica cosa che non perde mai è la costante volontà di comprendere di ricercare la propria strada per tentare di ritornare a "casa" e il suo viaggio non avrà mai fine.
(sintesi e fonte web, per problemi di copyright contattatemi via email)
Blog in data: 16 giugno 2004
(*) "Eppur si muove - Enigma"
seguendo la scia anche qui
categoria:pensieri nel vento, venti del cambiamento, vento dei ricordi